La sanità mentale è relativa.

lunedì, luglio 23, 2007

Ci credi nell'amore a prima vista o ti devo ripassare davanti?????

Mi sono ri-trasferito. (sebbene il blog sia fermo). L'indirizzo nuovo è

http://ajabulle.splinder.com

postato da ajabulle 10:51 | commenti

domenica, aprile 18, 2004

sistemi in oscillazione (al limite della stabilità)

Ogni pensiero è una goccia che con una lentezza estenuante scivola sulla superficie interna del mio cranio scavando profondi dolorosi solchi e una si sussegue all'altra senza sosta come un incubo che non finsice quando vorresti solo sentire il silenzio dentro la tua testa e vorresti tutto fosse immobile dentro e fuori. [prendo fiato]

Ma ci sono momenti in cui i pensieri si fondono e le gocce sembrano cadere, una di seguito all'altra troppo rapidamente, diventano blu e dense, e sembra seguano qualche ritmo elettronico accellerato, tanto è difficile stargli dietro. E non riesci più ad approfondirli, a seguirli, anche solo ad assecondarli, e ogni singolo pensiero che ti sfiora così superficialmente e delicatamente per un decimo di secondo ti sembra la più grande verità dell'universo, ti sembra la chiave di comprensione di ogni singolo evento casuale intorno a te, la verità assoluta... e mentre ti compiaci di questo ti rendi conto che ti è irremediabilmente sfuggito, facendo posto al successivo.

E questo pensiero è durato fin troppo, e mi stà già sfuggendo via, non vale la pena perderci altro tempo....

postato da SouthernStar 16:50 | commenti

venerdì, aprile 16, 2004

Chiudere gli Occhi è ciò che di più brutto si possa fare...

L'indifferenza è il peccato del Mondo, L'innocenza è un'utopia, Chi può dirsi innocente davanti alla merda che ogni giorno ci cade addosso e ci cirdona?!?! Pregni del Suo odore arriviamo sino al punto di credere che sia Normale, che faccia parte di Noi... che sia inevitabile!

Schifata dal Mondo, Frustrata nel vedere dove Vivo ... ma ancora peggio è vedere le persone guardare avanti, ma non intendo "guardare al Futuro", no, intendo fottersene, di tutto e di tutti. Finchè il dramma ci è estraneo camminiamo, calpestiamo gli altri poi, però, quando tocca a noi, chiniamo la testa, mesti. Che schifo.

E' così sciocco pensare che qualcosa si possa fare? Avere ancora speranza? Per me no ed è forse questo il " problema ". Ogni giorno nel mio piccolo cerco di fare qualcosa sperando che nel crescere le mie azioni diventino sempre più grandi; se non lo pensassi sarei soltanto abbattuta e invece no, tutto questo mi fa davvero male. Mi sento sconfitta, come se tutto quello che faccio durante il giorno, tutti i miei piccoli tentativi di cambiare qualcosa fossero stati cancellati, insignificanti, meno di zero.

Non credo in un mondo buono, non completamente almeno; credo nella teoria dei contrari, senza l'uno l'altro non esiste, nella stessa maniera, senza il male il bene non ci sarebbe. Ed è ancora pensando a questo se la maggior parte della gente vuole il male altrui, e per male intendo non solo quello diretto, volontiario ma il danneggiamento di un altro essere, e non è forse danneggiare chi ti sta attorno se non muovi un dito per aiutarlo, per cambiare, per fare in modo che smetta? E dunque se è possibile una maggioranza così, per logica, per deduzione, è possibile anche il contrario. Siamo noi quindi a non volerlo, perchè quando qualcosa non va si cerca di cambiarla no?

Chiudere gli Occhi è ciò che di più brutto si possa fare...

postato da m0k0ry 18:21 | commenti

mercoledì, aprile 14, 2004

E' pazzesco che sai come si muore ma non sai come si vive.

Quando son nata hanno dimenticato di darmi il libretto d'istruzioni per la Vita ... 'stardi.

postato da m0k0ry 20:00 | commenti

martedì, aprile 13, 2004

Il punto è che mi viengono in mente sempre un sacco di cose da scrivere quand'è notte e non ho voglia di farlo. Ripensarle la mattina ha tutto un altro gusto, come di pastasciutta riscaldata. Maledetta coppia di scimmie che si spulciano. Ma proprio il mio cervello dovevano scegliere per fermarsi a fare toiletta?

postato da ajabulle 10:50 | commenti (1)

giovedì, aprile 08, 2004

Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno. E' come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui, Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta.

A.Baricco - Oceano Mare

postato da m0k0ry 13:16 | commenti (1)

sabato, aprile 03, 2004

Un'ora di piscina ed eccomi qui, stanchissima eppure sui libri... di sabato! E per cosa? ultimamente mi sto ammazzando di studio... e per cosa? Inchiodata ad un effimero 6 1/2 =_= ma è mai possibile che quando studio poco, con sufficienza quasi, prenda 8/9 ?

E' frustrante... help :°

volevo condividere con voi il mio dolore :°°°

postato da m0k0ry 16:18 | commenti

venerdì, aprile 02, 2004

ufff sigh sob :°

postato da m0k0ry 01:16 | commenti

lunedì, marzo 22, 2004

e il coglionazzo eccolo qua sgrullallalero sgrullallalà.

postato da ajabulle 12:33 | commenti

venerdì, marzo 05, 2004

Non sei mai cosciente e pienamente consapevole delle tragedie altrui finché non ti toccano così da vicino da lasciarti senza fiato, e con mille perché a cui nessuno sà dare risposte sensate. È come sentirsi lanciato tre metri dietro da un onda d'urto o da un palo sulla propria traiettoria.

Diventa tutto così piccolo e irreale, così terribilmente ripetitivo come un ingranaggio che si è rotto, come un paesaggio che cerca di mostrarsi realista in colori pastello. Il passo successivo è l'inedia, un senso di vacuità dentro e fuori, che ti impedisce di trovare valore e significato in tutto ciò che ti circonda e in te stesso, che ti fà stare zitto per interminabili minuti al telefono e ti fà girare in macchina alla ricerca di qualcosa che cos'è non lo sai nemmeno tu. Alla ricerca di silenzio, alla ricerca di pensieri che non ricadano continuamente su di lei, alla ricerca di te come stavi prima, anche se sai benissimo che non puoi, non vuoi e non devi stare come stavi prima.

Non è giusto morire a vent'anni. Non è giusto morire di incidente stradale, quando non eri tu a guidare. Non è giusto e non ha senso morire perché un figlio di puttana vuole farsi il figo e spaventare i passeggeri tirando a stecca la macchina.

Ogni volta che senti parlare di qualcuno che muore, magari un tuo coetaneo, ti dispiace, naturalmente, magari ti fà riflettere nel breve intervallo tra un sorso e il successivo della tua pinta di lager. ma la cosa è piccola, lontana, opaca, priva della sua componente di dolore, senza la quale non ha senso, è mutilata, brilla per un attimo ma senza convinzione, e poi si spegne.

Ti rendi veramente conto di quanto valga la vita umana solo quando ad esserne privato è una persona a te cara, quando vedi il dolore sulla faccia di tutti quelli che ti circondano. Quando non puoi davvero fare niente, quando non si può tornare indietro, quando Dio non c'è, e quando perfino gli uomini perdono la loro immortalità e la loro presunta onnipotenza.

Io so che da adesso niente sarà più come prima. Niente sarà più come prima al volante, il sabato notte, ad una festa, con una birra in mano, con tre amici sul sedile dietro di me, quando fuori piove, quando passerò in quella strada e vedrò ogni volta quel punto esatto, niente sarà più come prima in reparto o quando guarderò le sue foto. Quello che ho imparato questa settimana è che è questione di statistica, di casualità. Se non mi è successo ancora è perché sono stato fortunato, ma questo non implica che non possa toccare a me la prossima volta. Ho capito che io non sono Dio, non sono immortale, anche se ho vent'anni la mia vita non è un dato oggettivo da dare per scontato. E non ho intenzione di giocare ancora sul filo della lama.

Forse se sei arrivato a leggere fino a qui puoi pensarla anche tu così, o forse puoi pensare che non sia giusto vivere con la paura, e che i rischi esistono sempre e certe volte vanno ignorati, beh anche io la pensavo così una volta, e spero tu non abbia mai un buon motivo per dover cambiare idea.

Ciao Elisa

 

Mi dispiace Davide di riempire il tuo blog di cose tristi che emanano negatività in chi legge... ma qualche tempo fa mi hai detto di scriverci quello che penso... e sono giorni che non penso ad altro. Gio.

postato da SouthernStar 12:38 | commenti (2)